Eolico per 10 mln italiani

Al 2011 si stima che l'energia eolica possa arrivare a servire 10 milioni di persone. A dirlo il segretario generale dell'Anev (Associazione nazionale energia del vento), Simone Togni, a margine di una conferenza in occasione della Giornata mondiale del vento, oggi 15 giugno, all'interno di un 'Parco del vento' allestito dall'Associazione in un'area di Villa Borghese a Roma fino al 20 giugno, con il patrocinio dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico. Alla fine del 2009 - secondo i dati Anev - i megawatt (Mw) installati erano 4.900 per circa 6,70 Terawattora (Twh) con una crescita del 30% sull'anno precedente, capaci di servire 7 milioni di cittadini. Nel 2010 ci sono impianti installati per circa 5.200 Mw per una producibilita' di oltre 8 Twh (8 miliardi di chilowattora, Kwh) in grado di dare energia elettrica a 10 milioni di persone per il 2011. Secondo il presidente di Anev, Oreste Vigorito, questo e' ''il risultato di molti anni di lavoro e il giusto riconoscimento a una tecnologia che da boutique e' diventata di massa''. Ad oggi la produzione italiana puo' contare su 4.431 aerogeneratori di varia taglia distribuiti sul territorio nazionale per una potenza installata di 5.163 Mw. Nel mondo la produzione di energia eolica e' pari a 200 Twh pari al 55% dei consumi energetici del nostro Paese. Nel 2020 l'energia eolica potra' contribuire alla produzione di energia elettrica nel nostro Paese con 16.200 Mw (Megawatt) di potenza e 27,2 Twh (Terawattora) di produzione pari a circa il 7% del consumo interno lordo previsto. Sono queste le stime dell'Anev (Associazione nazionale energia del vento) rese note oggi. Secondo l'Anev qualora venisse raggiunto l'obiettivo di crescita del 2020 verrebbero risparmiate ogni anno 19.250.460 tonnellate di CO2 e 37.770.559 barili di petrolio mentre sarebbe evitata l'immissione in aria di 6.334 tonnellate di polveri. L'energia eolica viene poi ritenuta anche un volano per la ripresa economica oltre che un settore che offre occupazione: nel primo semestre del 2010 - secondo uno studio Anev-Uil - il settore ha, infatti, impiegato circa 1.000 addetti in piu' rispetto allo scorso anno arrivando a 25.530 occupati, di cui 7.460 diretti, con una crescita dell'occupazione del 4,5% nonostante la crisi. L'82% degli italiani vorrebbe saperne di piu' sull'energia che puo' esser prodotta dal vento: sull'eolico. Fino al punto che l'83% chiederebbe un maggior uso delle fonti eoliche da parte del proprio fornitore. Questo, in sintesi, quanto emerge da uno studio condotto dall'Ispo per l'Anev (Associazione nazionale energia del vento) presentato da Renato Mannheimer oggi al convegno sull'eolico organizzato dall'Associazione in occasione della Giornata mondiale del vento nella pancia di aerogeneratore allestito in un'area di Villa Borghese a Roma. Il sondaggio mostra degli italiani promossi e pronti alla sfida rappresentata da questa risorsa rinnovabile, e di voler sapere ancora di piu' sul suo impiego, registrando anche la conoscenza del meccanismo di incentivazione pubblica. L'80% degli italiani ritiene che l'energia eolica sia davvero rispettosa dell'ambiente: una percezione presente al centro (84%) dove lo sfruttamento e' ancora limitato (poco piu' dell'1%). La quasi totalita' dei nostri connazionali, l'87%, riconosce che l'eolico puo' giocare un ruolo nello sviluppo economico del nostro Paese, ritenendo strategico puntare su un'economia verde. Per il 70% degli intervistati, l'energia eolica puo' configurarsi come un volano per l'economia locale con ricadute occupazionali, con una forte consapevolezza delle opportunita' economiche rappresentate dal settore al nord-est, sebbene il nord contribuisca con meno dello 0,3% alla potenza totale installata in Italia. Le regioni con le maggiori ricadute per l'economia locale sono quelle meridionali che registrano il maggior numero di aerogeneratori installati: 1.040 in Sicilia, seguita da Puglia 951 e Campania 762, per una potenza totale di 3.248 Mw (Megawatt) su 5.163 Mw totali. Il 60% degli italiani riconosce un ruolo strategico al settore nel quadro dell'economia internazionale e per 3 italiani su 4 rappresenta una fonte di energia libera da crisi economiche e politiche.

 
 
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